Descrizione
Storia e Descrizione
La Parrocchia di Sant’Ignazio, la prima in assoluto ad essere dedicata al grande Santo di Laconi, è sorta a Serramanna nel 1971. Tale intitolazione fu decisa dai futuri parrocchiani attraverso una consultazione popolare. Inizialmente le funzioni venivano celebrate in una struttura privata, riadattata allo scopo. Nel 1875 si dotò la Parrocchia di una struttura propria, con la costruzione di un capannone. La nuova chiesa fu benedetta nel 1976 dall’Arcivescovo di Cagliari Giuseppe Bonfiglioli. Negli anni, grazie all’impegno del Parroco fondatore Don Bruno Pittau e alla generosità dei fedeli la struttura venne ampliata, resa più funzionale e arricchita di arredi ed opere d’arte. Nel 1987 si costruì un ulteriore locale a due piani utilizzato per la sagrestia, un ufficio e due aule. Nel 1984 si ristrutturò l’aula principale, si ampliò il lato Nord con la cappella feriale, si costruirono le tre bussole e nell’area verde si misero in posa piante. L’ultimo intervento, del 2007, è la costruzione di un porticato a copertura degli ingressi laterali. I lavori, progettati e realizzati dall’Architetto Serramannese Lucio Ortu, fanno parte di un più ampio progetto che prevede la costruzione di un campanile (alto 21,20 metri, a pianta quadrata) e di varie opere utili al miglioramento della funzionalità e del tenore architettonico dell’edificio. La Parrocchia è stata consacrata dall’Arcivescovo Ottorino Alberti il 25 Ottobre 2001.
L’arredo sacro e le opere d’arte
Tra gli arredi spicca il Crocifisso che sovrasta l’altare, opera di Ferdinando Stufflesser di Ortisei. L’altare e l’ambone sono realizzati in granito. Nel presbiterio si può osservare la sede liturgica, realizzata in rovere. Il tabernacolo, in bronzo argentato, poggia su una base in ceramica raffigurante un pellicano realizzata dall’artista Claudio Pulli, autore anche del grande pannello del fonte battesimale. Particolare interesse rivestono anche le opere lignee come la Madonna di Montserrat e il Simulacro di Sant’Ignazio, entrambe opere dello Stufflesser. Di grande impatto le vetrate dell’artigiano guasilese Adriano Casti in vetro soffiato con legatura in piombo e pittura a caldo simboleggianti il percorso dell’uomo verso la salvezza; i misteri del Santo Rosario; il tema dell’Eucaristia; il Battesimo e la vita di Sant’Ignazio. Del pittore serramannese Flaviano Ortu sono i dipinti su tavola e foglia oro; la pala d’altare del Cristo Eucaristico collocato nell’abside della cappella feriale: il Trittico Intercessione raffigurante Sant’Ignazio e problematiche sociali collocato nella bussola centrale; il grande retablo raffigurante Le Virtù di Sant’Ignazio con la Madonna degli Angeli. Ad un altro serramannese, il pittore e muralista Luciano Lixi, si devono le tele a olio della navata centrale: Importanza della fede e Resurrezione di un bimbo. All’ingresso dell’area parrocchiale si trova un’edicola sacra raffigurante Sant’Ignazio in preghiera dinanzi all’immagine della Vergine, dello scultore Gigi Porceddu di Villasor.