Descrizione
Storia
Nel 1639 il francescano Salvatore Vidal definì la Chiesa Basilica in quanto costruita sopra una precedente chiesa che custodiva reliquie di Santi e Martiri. Le fonti collocano l’inizio dell’edificazione della struttura nel secolo XVI. È invece da datarsi nei secoli XVII-XVIII la costruzione di cupola, abside e transetto con i due cappelloni.
In origine la chiesa dovette avere pianta semplice come tutte quelle di influenza gotico-catalana. In seguito acquisì l’attuale forma a croce latina. Il campanile, della fine del XVI secolo, unico a pianta ottagonale in tutta la Sardegna meridionale, fu ritenuto a lungo il più alto dell’Isola. Il primato fu perduto nel 1918 quando a seguito dei danni causati da fulmini fu parzialmente demolito. Si procedette alla ricostruzione, non perfettamente fedele all’originale, negli anni ‘50. Nell’attuale via Roma sorgeva la chiesetta delle Anime del Purgatorio, demolita nel 1925 per i lavori di ampliamento della strada. Era la sede della Confraternita dei cunfradis arrùbius - confratelli rossi - chiamati così per la veste rossa che indossavano; si occupavano del culto delle anime dei defunti con celebrazione di messe in suffragio. Nel giorno di Pasqua partecipavano a S’incontru accompagnando in processione il simulacro di Gesù sino ad incontrare quello di Maria, accompagnata dai cunfradis biancus della Confraternita della Madonna del Rosario. Si segnala la presenza di antiche sepolture nelle cappelle di S. Maria e della Madonna del Rosario.
Accanto alla chiesa si trovava l’antico Cimitero, su Gimitòriu, utilizzato sino al XIX sec. Chiuso da mura in pietra, vi si accedeva da un portale gotico. Nel sagrato ancora oggi è visibile la sagoma della base di una colonna crucifera non più esistente.
Descrizione
Il bastione settecentesco presenta una scala centrale e due laterali che conducono al sagrato. Costruita in conci, perfettamente liscia, la facciata termina con una cornice sagomata e merlata. L’ingresso presenta due colonne corinzie. Al di sopra si eleva la cuspide con un trilobo che incornicia una nicchia con la statua di S. Leonardo.
Tra le opere presenti al suo interno si segnalano: un altare del XVI secolo, sormontato da un’ancona in legno intagliato e dorato originariamente utilizzata come altare maggiore ed ora collocata nella cappella di S. Maria; i pregevoli altari dei transetti, del cagliaritano Spazzi, databili attorno al 1753; tre tele del 1794 del napoletano Tonelli posizionate nei transetti e raffiguranti la SS. Trinità, la Crocifissione e la Madonna del Carmine; il settecentesco altare maggiore in marmo bianco con tarsie policrome; il fonte battesimale del 1732 in noce ,con intarsio raffigurante il battesimo di Gesù.
Le cappelle, il transetto e la cupola sono decorate dal serramannese G. Carcangiu al quale si devono anche i dipinti a secco raffiguranti copie di opere rinascimentali e seicentesche nelle volte, nei pennacchi e nel tamburo della cupola. La chiesa nel 2008 è stata dichiarata di interesse culturale, storico e artistico ed è dunque sottoposta a tutela della Soprintendenza per i Beni Architettonici della Sardegna.