Descrizione
Storia e Descrizione
La prima Scuola Elementare fu aperta nel 1828 presso il Convento. Nel 1830 la sede fu trasferita negli ambienti dell’Oratorio per poi trovare un’ulteriore sistemazione nel Montegranatico. Nel 1808 fu messo a disposizione un nuovo edificio costruito ai piedi del bastione da cui si affacciava il Municipio e dotato di ambienti salubri, spaziosi ed adeguati. Tale struttura, dell’ingegner Enrico Pani, costruita sotto la direzione dell’ingegner Ernesto Ravot, si caratterizza per le linee semplici ed eleganti. Nel 1923, a causa dell’incremento demografico, fu ampliato attraverso l’aggiunta di quattro nuove aule. Dopo aver assolto in modo egregio la sua funzione di sede scolastica, attualmente l’edificio, che occupa un posto speciale nei cuori di numerose generazioni, ospita la sede di alcune associazioni.
Le Scuole Elementari di Serramanna: la testimonianza di Vico Mossa
Gli alunni, divisi per classi femminili, maschili e miste, frequentavano le lezioni in aule affollatissime, spesso prive di arredo e attrezzatura didattica. Sovente si verificavano casi di abbandono e, nonostante gli sforzi degli insegnanti, il tasso di analfabetismo era ancora alto. L’architetto Vico Mossa (1814-2003), nel suo libro I Cabilli, fornisce una testimonianza dai toni brillanti e dai contenuti suggestivi del contesto in cui gli scolari dei primi anni del XX secolo assistevano alle lezioni: in quell’aula eravamo in numero di sessantaquattro. V’erano compagni che ripetevano per la terza volta e a me sembravano uomini già fatti sebbene ridicoli per il grembiule nero sopra i pantaloni lunghi. Figuratevi il coro, quando tutti assieme ripetevamo le vocali il maestro gridava, aiutandosi con una bacchetta di mandorlo e facendo saltellare in bocca lo stuzzicadenti. A me spiaceva che venissi accompagnato ogni mattina a scuola e che non avessi amici. Di questo ebbe a rimproverarmi mio padre, dicendomi che avrei potuto invitare qualcuno dei miei compagni di scuola a casa, un giovedì (che allora era giorno di vacanza).
Presi alla lettera il rimprovero, ma non la raccomandazione, perché estesi incoscientemente l’invito a tutta la classe. I compagni, tutti i sessantatre, ansiosi di vedere soprattutto la mia casa, accolsero l’invito e misero a soqquadro ogni angolo dei cortili spostarono le fascine di canne dal loro posto, colsero dall’albero numerosi limoni per lanciarli in aria. presero a sassate le palme per far cadere i datteri; e mio padre si vide costretto, infuriato, a cacciarli via mentre io ebbi una solenne rampogna per avere abusato della sua liberalità.